GIOVENALE

GIOVENALE

Giovenale è il nome d'arte del ginecologo beneventano Giovenale Tresca.
Egli è presente sulla scena dell'arte da quasi quarant'anni.
È ovvio che in tale lungo periodo egli abbia avuto una evoluzione continua rappresentata da alcune fasi fondamentali che, pur nascendo da una ispirazione univoca, appaiono molto diverse fra loro.

Tauromachia 4

Il primo periodo, emblematicamente rappresentato dalla mostra "Tiemp" del 1988 a Catania e dalla successiva "Tauromachia" del 1989 a S. Leucio di Caserta, è caratterizzato da una pittura materica fatta di terre e di vernici oltre che da una iconografia ricca di elementi diffusamente presenti nella agricoltura e nella fauna locale.

Nella fase successiva, quella degli anni Novanta, documentata in maniera esemplare nei cataloghi delle mostre tenute presso lo Studio Oggetto di Caserta, nella galleria "La Porta Rossa" di Catania e nella sede milanese dello Studio Oggetto, la pittura sostanzialmente monocroma precedente lascia lo spazio a un cromatismo variegato più adatto ai suoi paesaggi, che oscillano fra la realtà e il sogno e preludono alla produzione del periodo successivo, profondamente intriso dello spirito mistico che nasce dalla incrollabile fede religiosa dell'artista.

Nella fase compresa nella prima decade del nostro millennio, ammirata in particolar modo nella mostra del 2011 presso il Palazzo Paolo V di Benevento, Giovenale approda a un geometrismo minimale che continua a rappresentare, in modo del tutto impercettibile, il mondo naturale e contadino da cui trae sostanzialmente origine il suo lavoro artistico.

A proposito di questo periodo così si esprimeva il prof. Massimo Bignardi in un suo saggio su Giovenale: "Nelle opere più recenti l'artista ha fatto piazza pulita di quei grumi, di quegli spessori di colore, avanzati come nuclei implosivi di impronta esistenziale. Ora tutto è stato semplificato anche se continuano ad apparire le teste di toro, ridotte, però, a triangoli segnati da un colore piano, disteso e di forte luminosità. È arrivato alla forma di Matisse, per intenderci a quello degli anni Cinquanta, quando il decoupage invaderà il suo ricco immaginario. Giovenale crea uno spartito continuo di piani, di colori, di sensazioni, ma soprattutto cerca di mantenere l'essenza della terra che lo circonda e che continua ad essere il punto di riferimento del suo sguardo".

Nella seconda decade del nostro ventunesimo secolo le sue opere sono caratterizzate da uno sviluppo ancora più affascinante e complesso.

Infatti esse sono il frutto di una maturità che gli ha permesso di contaminare il suo personale linguaggio estetico con le tecniche e i segni dei più grandi maestri del Novecento, da Burri a Chagall, da Fontana a Matisse. I tagli, le cuciture, le sovrapposizioni di stoffe sono il risultato di una tradizione "alta" entrata inavvertitamente nella sintassi artistica di Giovenale con risultati di grande valore. Di assolutamente personale restano il vivace cromatismo, i simboli di una realtà rurale mai dimenticata e il suo profondo, anche se a volte latente, misticismo.

Antonio Petrilli

 

Relazioni analogiche tavola 07

avventura dell esistere 1.03 Vita intrecciata